Star Wars, ecco perché “Gli ultimi Jedi” è una pernacchia alla saga

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ATTENZIONE: SPOILER!

È la prima scena di Luke Skywalker dai tempi del “Ritorno dello Jedi”: l’eroe che ha sconfitto Darth Vader, il più potente cattivo della storia del cinema, il personaggio che è diventato una leggenda di costume, si trova faccia a faccia con la sua nuova apprendista Rey, e quindi con i suoi spettatori, che lo attendono come il Messia da 33 lunghissimi anni.

La tensione, sullo schermo e in sala, è altissima. Rey porge all’anziano Jedi la sua vecchia spada laser. Quella spada è il simbolo di un’epica nuova, di un genere letterario, di una narrazione che ha bucato lo schermo entrando nella vita di molte persone, cambiandola. È uno dei momenti più alti della storia della cinematografia.

…e scatta la gag comica. Luke prende la spada laser, la butta alle sue spalle come fosse un guscio vuoto di nocciolina, fa spallucce e se ne va. La gente in sala ride. E io soffro.

Ecco, questa scena è la rappresentazione plastica di come l’ultimo episodio di Star Wars si inserisca nella saga: “Gli ultimi Jedi”, un film che suona come una pernacchia, peccato che non sia Totò.

UNA PERNACCHIA ALLA SAGA

Quando due anni fa ho visto “Il risveglio della Forza” sono rimasto estasiato. Il film era avvincente, coerente, intrigante, pieno di conflitti. Forse un tantino ricalcato su “Una nuova Speranza”, ma mi viene difficile considerarlo un difetto. E comunque chi si era stracciato le vesti per l’acquisizione della Disney dei diritti di Star Wars, vaticinando una catastrofe narrativa per volgarissime ragioni di botteghino, doveva rimangiarsi tutto. Due anni fa, uscendo dal cinema, ero entusiasta. Anche per questo, il giorno stesso dell’inizio delle prevendite, ho preso il biglietto per la prima dell’Episodio VIII, “Gli ultimi Jedi”.

La prima era ieri. In sintesi, il film fa schifo. Forse non in senso assoluto, ma fa schifo. Innanzitutto perché è una mancanza di rispetto nei confronti di una saga che viene ridicolizzata. Anzi peggio, si auto-ridicolizza.

Promesse tradite

Ma “Gli ultimi Jedi” fa schifo anche e soprattutto perché le promesse dell’episodio precedente vengono tutte tradite, e non esiste peccato più grave. “Il risveglio della Forza” era denso di spunti di sviluppo narrativo e di ottime premesse. Molte le domande a cui dare bisognava dare risposta nel capitolo successivo, cioè questo:

  1. Luke è davvero il Jedi più potente della galassia?
  2. Chi è il leader Snoke?
  3. Che succederà quando Kylo Ren incontrerà sua madre Leia dopo aver ucciso suo padre Han Solo?
  4. Chi è davvero Rey? Perché è così potente nella Forza?
  5. Kylo Ren è buono o cattivo?

A quanto pare non lo sapremo mai: il nuovo episodio, su queste domande, semplicemente glissa. O, nella migliore delle ipotesi, butta lì una motivazione posticcia, che va bene per tutte le stagioni.

LA SEGRETERIA TELEFONICA

Il film parte male, malissimo. Basterà dire che la primissima scena è una gag comica alla Indipendence Day. Non solo: è una gag comica in un contesto di alta tensione drammatica. I ribelli buoni sono impegnati nell’ennesima fuga disperata dalle incombenti navi del Primo Ordine. L’eroe di turno, pilota di un caccia stellare, inscena una telefonata con segreteria telefonica – sì, una segreteria telefonica, in Star Wars (!!!) – con il capo dei cattivi, che quindi alla seconda inquadratura diventa già una macchietta. Ora, lo sanno anche i morti che un cattivo di Star Wars non può essere una macchietta e che una cosa come una segreteria telefonica nel mondo di Star Wars semplicemente non può esistere.

Lo spettatore allora pensa che sia uno scivolone accidentale. Ma ahimè, deve ricredersi. Tutto il film, anche nei momenti di massimo pathos, viene intossicato da spiritosaggini a sproposito.

E così alla scena del ritorno di Yoda e il suo “scontro” con Luke Skywalker sui sacri testi degli Jedi (“li hai letti tutti tu?”), io imploravo pietà. Ho comprato un biglietto per Star Wars: non voglio ridere, voglio l’epica. Sorrido volentieri, ogni tanto, ma sto comunque salvando la Galassia dall’annientamento, e non è una cosa che si possa fare fra rutti e scoregge.

Si dirà, questa piaga della comicità a buon mercato non è la prima volta che spunta. È vero, ma se non altro nella “Minaccia Fantasma” potevo dare la colpa al solo Jar-Jar Binks.

L’ARCANGELO GABRILEIA

Altro grande difetto del film è mostrare fatti assurdi senza spiegarli. Vale sia per i dettagli che per i pilastri narrativi. Esempio: la nave di Leia viene colpita e lei viene sbalzata nello spazio aperto, apparentemente morta. Dopo qualche istante, però, si riprende, e circonfusa di luce e a braccia in avanti, come Superman, vola verso un riparo sicuro. Brava, bis, applausi, ma mi spieghi come hai fatto? Sono 40 anni che scappi dagli incrociatori stellari saltando nell’iperspazio, e ora viene fuori che potevi semplicemente aprire l’oblò e farti una nuotatina fuori dalla nave? Ma mi prendi per il culo?

Qui l’unica spiegazione plausibile è che la principessa Leia sia in realtà l’arcangelo Gabriele. Rivelazione che, se confermata, potrebbe guastare un pochino il senso di tutta la saga.

SNOKE, IL CATTIVO PIÙ INUTILE DELLA GALASSIA

La sensazione che scene e personaggi siano messe lì a casaccio non passa solo dai singoli episodi ma, cosa più grave, dall’impianto stesso della trama. Imperdonabile la gestione del cattivo supremo, Snoke. Non serve assolutamente a niente: muore senza che nessuno ci spieghi chi sia, come sia arrivato lì, come abbia conosciuto Kylo Ren, come lo abbia traviato, perché sembri una lucertola… Nada de nada. Sta lì, fa il cattivo, muore, finish. Funzionava con Palpatine, ma Palpatine era un personaggio complesso che da solo bastava a “chiamare” una nuova trilogia. Snoke chiama al massimo la palla otto in buca d’angolo.

LO YUPPIE DEPRESSO E LA SPADA LASER DIESEL

L’aggravante è che le potenzialità per fare un capolavoro c’erano tutte. Per esempio Kylo Ren: un personaggio potenzialmente immenso, con un conflitto interiore lancinante, su cui James Joyce avrebbe potuto scrivere un libro. E invece niente, Kylo Ren è piatto come un freesbee. È cattivo ma non si sa perché. È cattivo perché è cattivo, fine. Ha tradito il suo maestro, rinnegato sua madre, ucciso suo padre, sposato il lato oscuro, distrutto pianeti, deciso di dominare la galassia, e non si capisce perché. Forse perché è ambizioso. È uno yuppie depresso.

C’è da dire che l’unico barlume di spiegazione – e anche a suo modo intenso – arriva proprio da lui, quando nella scena madre spiega a Rey come andare avanti sia l’unico modo di lasciarsi alle spalle il passato. L’intuizione è efficace, ma c’è un problema: Kylo Ren vuole lasciarsi il passato alle spalle così, tanto per fare. Non ha una motivazione che sia una, e non ne dà nessuna né agli spettatori né a Rey, che semplicemente vuole portare dalla sua parte. Sembra un fuoricorso di scienze politiche: “Oggi non do l’esame, che dici, ti va di sterminare l’Universo con me?”.

Sulla corruzione di Anakin ci hanno girato una trilogia intera, su quella di suo nipote neanche mezza scena. Kylo Ren avrebbe potuto essere meglio di Darth Vader, e invece è solo il cattivo con la spada laser diesel.

LO SFREGIO DEI DROIDI-COMPARSA

Qualcosa direi anche sui personaggi. Quelli nuovi o sono vuoti (Rey), o sono inutili (Rose Tyco), o sono inverosimili (ammiraglio Amilyn Holdo. Qualcuno mi spieghi. 1. Chi è il suo parrucchiere 2.Perché rimane su una nave destinata alla distruzione quando puoi tranquillamente scappare?).

Quelli vecchi o deludono (Luke), o scorrono anonimi (Leia), oppure, ennesimo sfregio, vengono relegati a comparse (C-3PO, R2D2). Ma perché? Davvero per fare spazio alle suorette custodi dei segreti Jedi e ai mostriciattoli con gli occhioni luccicosi? Ditemi che sto sognando, vi prego.

WHAT IS YOUR DESTINY, PADRON LUKE?

Io non lo so se basti questa porcata di Episodio VIII a rovinare quanto di buono era stato girato negli ultimi quarant’anni. Ma so che il capitolo “gemello” di questo, “L’Impero colpisce ancora”, si chiudeva con quella frase “Io, sono tuo padre” che tutte le volte ci pulsa nella testa come se la sentissimo la prima volta. Cosa ricorderemo, de “Gli ultimi Jedi”? Luke Skywalker che emerge dalla nuvola di polvere dopo essere stato cannoneggiato da mille eserciti nemici? Oh, che peccato, quella scena è già copyright di Dragon Ball.

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