Il più grande numero comico del mondo

Sicuramente, o Popolo, ben grande è il tuo potere, poiché ciascun temere ti deve come un re! Però, pel naso è facile menarti, e troppo godi di chi ti liscia e abbindola. E chi discorre, l’odi a bocca aperta. Ed esule va il senno tuo da te! (Aristofane) Una notte nuvolosa nella Capitale, primi anni 2000. Il Pelato, il Coatto e Cicala erano i tre comici più famosi del paese. Erano ricchi, erano ammirati, erano temuti. Quella sera, dopo aver sfilato, applauditissimi, sulla passerella del Risolino d’oro, il grande concorso

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Aldo Biscardi

Biscardi in Paradiso

A Cortese attenzione di Dio via Campi Elisi 1, Eden Vostra Eminentissima Onnipotenza, Le scrivo in qualità di amministratore dell’Empireo. Qui abbiamo un problema. Da qualche giorno è assurta in Cielo una nuova anima, rispondente al nome di Biscardi Aldo, di anni 86. Malgrado l’età avanzata, che ci ha erroneamente fatto supporre di trovarci di fronte a uno spirito placido e appagato, ha sin da subito mandato in subbuglio l’intero suo settore.   Qui, fino a pochi giorni fa, era un vero Paradiso: tutto era in ordine, le anime in giubilo

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Il concerto dei Baustelle

Colpito da un senso di tragedia incombente sono andato a sentire un concerto dei Baustelle. L’ho fatto poco dopo aver scollinato i 30 anni, in un periodo un po’ così della vita. Il periodo che, sono certo, tutti prima o poi attraverserete. Il periodo in cui vengono a mancarti i punti di riferimento, ma la cosa non ti crea l’ansia che dovrebbe perché, in una certa zona del cucuzzolo, vengono a mancarti anche i capelli. Ed è quello è il tuo vero problema, non vedo chi possa contestarlo. Questo per

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crisi

Di quando è venuta la Crisi

Vi voglio raccontare una storia che mio nonno amava ripetere la sera, quando ero piccolo e ci stringevamo intorno al fuoco nel rifugio, mentre sopra risuonavano i tonfi sordi delle bombe a grappolo. Tanto tempo fa, il Paese era ricco e bello. La gente si alzava, e le famiglie facevano colazione tutti insieme mentre un sole amico disegnava coi palazzi morbide ombre lungo le strade delle città. Le mamme scaldavano il caffelatte e bambini rosei e paffuti mangiavano merendine industriali soffici e fragranti, buone come il pane della nonna ma

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