Natale

Caro Babbo Natale, quest’anno portaci il rock

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Caro Babbo Natale,

quest’anno vorrei che ci portassi il rock. Ne abbiamo bisogno, perché siamo molto malati e solo una bella flebo di rock’n’roll ci può salvare.

Vorrei che non fraintendessi: non rivogliamo i Led Zeppelin e i Sex Pistols. Quelli lasciali al posto loro, che nulla è meno rock di una reunion dei miti del rock. Il punto è proprio questo, caro Babbo: non vogliamo ritornare giovani, non rivogliamo i nostri capelli, non vogliamo andare a ballare il giovedì e digerire il kebab alle cinque del mattino.

E non vogliamo la newsletter di Zalando,

non vogliamo Internazionale,

non vogliamo lo smartphone,

non vogliamo Putin,

non vogliamo il gelicidio,

non vogliamo due settimane a Sharm el Sheikh a 650 euro, tutto compreso,

non vogliamo Massimo Gramellini,

non vogliamo offerte speciali,

non vogliamo la pubblicità della Bauli,

non vogliamo il Pd,

non vogliamo essere interconnessi,

non vogliamo i cuochi in tv,

non vogliamo il settimo scudetto della Juve,

non vogliamo sushi all you can eat,

non vogliamo le pari opportunità

non vogliamo i Suv,

non vogliamo i social media manager,

non vogliamo i manager,

non vogliamo i social,

e facciamo a meno anche dei media,

non vogliamo i no vax,

non vogliamo il Natale,

non vogliamo Di Maio,

non vogliamo il cinema 3D,

non vogliamo i bitcoin,

non vogliamo il gelato come una volta

perché una volta c’era la salmonella,

non vogliamo il Black Friday,

non vogliamo altri schermi,

non rivogliamo Berlusconi,

non vogliamo cantanti che urlano e non hanno il cognome,

non vogliamo il pandoro,

non vogliamo la ztl,

non vogliamo Ezio Greggio,

non vogliamo l’intelligenza artificiale,

non vogliamo l’antimafia

(ma neanche la mafia)

non vogliamo i comitati,

non vogliamo donare 2 euro ai terremotati con un SMS,

non vogliamo altri migranti

ma fai un po’ te,

non vogliamo film dei supereroi,

non vogliamo parcheggi,

non vogliamo Panariello,

non vogliamo le larghe intese,

non vogliamo il volontariato,

non vogliamo James Joyce,

non vogliamo cioccolato che non sia fondente,

non vogliamo il pacchetto Sky,

non vogliamo sedie scomode,

non vogliamo raccontare di #quellavoltache

non vogliamo jazz,

non vogliamo il progresso,

non vogliamo il bike sharing,

non vogliamo Salvini,

non vogliamo la nuova grafica di Repubblica,

non vogliamo i dibattiti sulla crisi della cultura,

non vogliamo la pensione,

ma soprattutto, è importante, caro Babbo, non vogliamo X Factor.

Non lo vogliamo, non lo vogliamo e non lo vogliamo. Perché non ci serve. Non vogliamo vedere i sogni della gente che si realizzano in diretta, non vogliamo vedere i concorrenti piangere di gioia o di delusione sotto una pioggia glitterata di coriandoli lucidi mentre della gente urla e dell’altra gente guarda dal divano e scrive su Facebook di come si è commossa a sentir cantare Nigiotti e poi comunque chi cazzo è Nigiotti? Non vogliamo che la vita della gente diventi il nostro intrattenimento, a meno che questa gente non se lo meriti.

Grazie Babbo, ma quest’anno no.

Portaci un po’ di rock’n’roll, invece. Che non sono le chitarre elettriche, chi se ne frega delle chitarre elettriche. Il problema non è mica cosa passa per radio, è una cosa molto più grossa. Ti sto chiedendo di portarci lo spirito dell’autenticità e il coraggio di essere qualcosa di diverso dall’immagine che proiettiamo sui nostri profili Instagram. Il coraggio di appassionarci a ciò che ci appassiona, e non a ciò che si suppone ci debba appassionare soltanto perché rispondiamo a dei parametri di targhettizzazione decisi da non so chi.

Portaci il rock’n’roll e la libertà, il mondo ne ha bisogno. Che ci sta venendo a mancare lo spirito giusto, e sta andando a finire male. Dammi retta, Babbo.

Lo so, una volta era un po’ più facile, e come ti giravi ti giravi e spuntavano i David Bowie, i George Best, i Bud Spencer e i Mahatma Gandhi. Ora è un po’ più complicato, ed è più probabile che spunti un Licitra (che poi che cos’è un Licitra, un fungo?). Ma un Licitra non ci potrà portare da nessuna parte, non ci potrà mai dare nessun esempio. Lo so che ti sto chiedendo una cosa difficile, Babbo Natale, ma so anche che tu puoi fare qualcosa.

Poi insomma, Babbo, fai un po’ come credi, se non hai proprio nient’altro, va bene anche X Factor.

Ma almeno fammi fare il giudice.

Buon Natale,

Lorenzo

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